Ecco la vera storia di una Santa

 

BASILICASANTACHIARA

 

Oggi sono qui a scriverti un articolo un po diverso dagli altri, non parlo del copywriting, ma tratto comunque un passo importante che riguardano sempre i passi essenziali che devono essere sempre inseriti all’interno di ogni testo persuasivo, ovvero il punto dove si racconta…la storia.

Oggi non sono qui a raccontarti la mia storia, ma ti racconto la storia di un’altra persona che ha vissuto la sua vita e, ne ha fatto la sua storia.

Di chi sto parlando?

Sto parlano di Chiara d’Assisi, nata Chiara Scifi, Assisi, 1193 circa – Assisi, 11 agosto 1253, fu una religiosa italiana, collaboratrice di Francesco d’Assisi e fondatrice dell’ordine delle monache clarisse.

Fu canonizzata come Santa Chiara nel 1255 da Alessandro IV nella cattedrale di Anagni.

Il 17 febbraio 1958 fu dichiarata da Pio XII santa patrona della televisione e delle telecomunicazioni.

Nata in una benestante famiglia di Assisi, figlia del conte Favarone di Offreduccio degli Scifi e di Ortolana, Chiara mostrò presto un carattere indipendente, rifiutando il matrimonio scelto per lei dalla famiglia.

Si hanno poche informazioni sulla sua gioventù e sui suoi studi, perché magari era una persona riservata.

Si ritiene che abbia ricevuto la prima educazione in casa sulle buone maniere, nello studio e, nel lavoro, sufficienti per poter parlare e scrivere in latino.

Tramite i trovatori che passavano dalla casa, imparò anche qualcosa dei romanzi e della letteratura cavalleresca.

Dovette anche avere una cultura agiografica, per agiografia si intende tutto il complesso delle testimonianze che costituiscono la memoria della vita di un santo e del culto a lui tributato, esempio, testi scritti, ma anche rappresentazioni iconografiche, epigrafi, monumenti e oggetti di vario genere…una cosa tipica del medioevo.

Tramite i suoi scritti e le storie, si può considerare una santa capace di mettersi in relazione con papi, cardinali e principesse, esercitando un notevole influsso su quanti ebbero a che fare con lei.

 

 

Attraverso una testimone al Processo di Canonizzazione possiamo sapere che non aveva studiato in lettere, non era dotta in senso stretto, ma aveva una grande formazione teologica, anche se non accademica, come rivelano i suoi scritti.

Affascinata dalla predicazione di Francesco d’Assisi, nella notte della domenica delle Palme, il 28 marzo del 1211 o il 18 marzo del 1212, quando aveva circa 18 anni, fuggì da una porta secondaria della casa paterna, che era situata nei pressi della cattedrale di Assisi, san Rufino, per unirsi all’alba del 29 marzo 1211 o del 19 marzo 1212 a Francesco e ai primi frati minori, presso la chiesa di santa Maria degli Angeli, che era chiamata già da allora la Porziuncola.

Qui Francesco tagliò i capelli a Chiara e le fece indossare un saio, cioè un abito religioso indossato da monaci ed anacoreti.

vestito saiojpg

 

 

Questo saio, questo abito, da come puoi vedere dalla foto qui sopra, è particolare perché è realizzato con tessuti molto grossolani ed a forma di sacco, con delle maniche larghe e legato alla vita con un cordone.

Questo abito o saio, venne usato per la prima volta da Francesco d’Assisi e dai suoi primi compagni.

Poi condusse Chiara al monastero benedettino di San Paolo delle Badesse presso la Bastia Umbra, per poi cercarle ricovero presso il monastero di Sant’Angelo di Panzo, alle pendici del Subasio, dove poco dopo fu raggiunta da sua sorella, Agnese.

Come hai potuto leggere, questa è stata la storia della Santa Chiara e, oggi 11 Agosto visto che è Santa Chiara, quindi anche il mio onomastico, ho voluto omaggiare sia a te, sia anche a tutte le Chiara, raccontandoti la sua storia vera.

Come ben sai tutte le storie sono affascinanti, comprese quelle che si scrivono all’interno dei testi persuasivi, perchè la storia in sè…incuriosisce, fa scalpore, fa clamore e, ogni volta che senti parlare della parola storia, sei li pronto a scoprire di chi si tratta.

Quindi per chi non si ricordava bene la sua storia, oppure per chi se la ricordava bene, gli ho dato un momento di pezzo di una vita e di ripasso.

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Ciao da

 

MIAFIRMARIMPICCIOLITA

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